ROTUNDA

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ROTUNDA. LES JARDINS DE METIS. CITYLABORATORY. 2014.

In occasione dell’INTERNATIONAL DESIGN COMPETITION svoltasi in Canada, questa nuova e originale  associazione Spagnola di giovani progettisti che coinvolge studenti di tutta Europa, ha realizzato un meraviglioso progetto inserito nella florida natura boschiva del Quebec Canada. Si tratta di un vero giardino degli elementi. Basato sulla percezione atmosferica e poetica degli elementi, della luce, delle piante e del tempo che scorre. Viene affrontato il tema fondamentale che lega l’arte al giardino. Il cerchio d’acqua è li a catturare la bellezza della natura per rifletterla al di là dei confini del giardino stesso. L’acqua è la materia prima utilizzata per creare la superficie riflettente, sospesa dal suolo tramite un contenitore nero e minimale, quasi invisibile. Con il passare del tempo si accumuleranno foglie e polline, sarà abitato da uccelli e insetti che porteranno alla coltivazione e alla crescita di nuova vita all’interno del giardino. Fonte citylaboratory.org

On the occasion of the INTERNATIONAL DESIGN COMPETITION held in Canada, a unique new Spanish association of young designers that involves students from all over Europe, he has created a wonderful project inserted in florida forested nature of Quebec Canada. It is a true garden of the elements. Based on the atmospheric and poetic perception of the elements, light, plants and of time passing. It addresses the fundamental theme that links the art of the garden. The circle of water is there to capture the beauty of nature to reflect it beyond the boundaries of the garden itself. Water is the raw material used to create the reflective surface, suspended above the ground by a black container and minimal, almost invisible. With the passage of time will accumulate leaves and pollen, it will be inhabited by birds and insects that will lead to the cultivation and growth of new life in the garden. source citylaboratory.org

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ROTUNDA

VILLA ADRIANA

VILLA ADRIANA. TIVOLI ROMA 118 -138 d.C. IL CANOPO, MARTE.

E’ un capolavoro che unisce in maniera unica le forme più alte di espressione delle culture dell’ANTICO MONDO MEDITERRANEO. Una meraviglia sempiterna di architettura e paesaggio.

La villa ha svolto un ruolo decisivo nella scoperta degli elementi dell’architettura classica da parte degli architetti del Rinascimento e del Barocco, influenzando architetti e paesaggisti del XIX e del XX secolo. Residenza reale voluta e progettata in tutta la sua magnificenza dallo stesso imperatore ADRIANO che volle riprodurre i luoghi e i monumenti che più lo avevano colpito durante i suoi viaggi. La magnificenza e l’ articolazione delle costruzioni rispecchiano le idee innovative dell’architettura romana e dello stesso imperatore; le riproduzioni adrianee vanno intese come vere e proprie suggestioni evocative.

Purtroppo depredato nel corso degli anni, (lo stesso Pirro Ligorio vi recupero’ oggetti e marmi per arredare villa D’Este di Tivoli, la Curia e gli Inglesi fecero il resto..) rimane ancora oggi un luogo pieno di richiami e ARCHETIPI, con le sue rovine, le spettacolari statue che ospitano con dignitosa maestà’ il giardino, il suo paesaggio e gli ulivi secolari continua ancora a suscitare un fascino meraviglioso di grande intensità.

Nel 1999 è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità Dall’UNESCO.

Ero adolescente ed ancora ignorante sul tema ma e’ stata una visita che, se pur inconsapevolmente, ha poi influito su tutte le scelte del mio percorso di studi e di vita : il liceo classico, l’architettura il paesaggio la natura la mia maternità’.

Estasiata e’ la parola giusta, dalle sculture che mi evocavano ricordi ancestrali di un passato di bellezza sublime, dal paesaggio riflesso nelle acque perfetto e mutevole, fisso e mobile a superare il suo confine e raggiungere l’infinito, e li mi sono sentita libera con la sensazione di essere invincibile, di avere il mondo a portata di mano, nulla mi sarebbe stato impossibile, potevo scegliere cosa fare e chi diventare .

“Thahit sua quenque voluptas (ognuno è attratto da ciò che gli piace): ciascuno la sua china; ciascuno il suo fine, la sua ambizione se si vuole, il gusto più segreto, l’ideale più aperto..”, dal capolavoro di Marguerite Yourcenar “MEMORIE DI ADRIANO” che ci ha consegnato il ritratto di un imperatore che fu un uomo senza tempo, grande nello spirito, fragile nei sentimenti, illuminato nel decidere e costruire .

Chi scrive e racconta in prima persona è lo stesso imperatore Publio Elio Adriano ( 76-138 d.C) e il destinatario delle lettere è suo nipote adottivo e ultimo “princeps per adozione” Marco Aurelio, l’imperatore filosofo.

Adriano rimase orfano in giovane età, divenuto adolescente venne adottato dall’imperatore Traiano, così dopo la sua la morte, diventa sovrano di un territorio sconfinato che andava dalla fredda e nebbiosa Britannia all’Egitto passando per Spagna, Italia, Grecia e Asia Minore. Per il neonato princeps comincia un lungo regno ( 21 anni), durante il quale viaggiò per tutte le province, fondò città, eresse valli, restaurò monumenti, promulgò numerose riforme con l’obbiettivo di pacificare il suo impero e renderlo moderno ed efficiente.

E’ bellissimo il pensiero di Adriano sull’arte. Egli esalta ogni forma d’arte che si concentri intorno all’uomo. È l’uomo l’interesse principale di questo imperatore illuminato. “…La nostra arte ha preferito attenersi all’uomo. Noi soli abbiamo saputo mostrare in un corpo immobile la forza e l’agilità ch’esso cela; noi soli abbiamo fatto d’una fronte levigata l’equivalente d’un pensiero.”

Fonti: Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar, foto di Roberto Verolini.

VILLA ADRIANA